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La necessità di creare una nuova provincia nella parte sud sud-est della Sicilia nasce dall’esigenza di sviluppo di alcuni comuni compresi all’interno delle province di: Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa. Comuni, che per cultura, storia, economia e linee di sviluppo future, condividono con Gela la voglia di maggiore autonomia.
Quella di una nuova provincia in questo luogo ha radici lontane, infatti, i primi tentativi risalgono al XIX secolo.
Con un decreto 11 ottobre 1817, emanato dal parlamento siciliano, il distretto di Terranova fu elevato a sottointendenza, poi trasformata in sottoprefettura, e compresa nella giurisdizione di Caltanissetta Provincia dal 1812. Nella sottointendenza di Terranova erano compresi i comuni mandamentali di: Riesi, Mazzarino, Butera, Niscemi¹. Verso la fine del 1800, Terranova (20.137 abitanti nel 1891) per evitare il lungo percorso ai cittadini della sottointendenza verso Caltanissetta, sede di tribunale, per la quale occorrevano due giorni di viaggio in carrozza, cominciò a reclamare il titolo di capoluogo di provincia.
Bisogna aspettare la visita di Benito Mussolini nell’agosto del 1937 per vedere il primo movimento di piazza a favore della provincia, durante un comizio del Duce, i gelesi gridarono: “Duce, niente vogliamo, solo Gela provincia e bacino montano” (diga Disueri).
Dopo la liberazione da parte degli alleati (lo sbarco avvenne a Gela il 10 luglio 1943) della Sicilia, fu nominato Alto Commissario per la Sicilia, il gelese Salvatore Aldisio, uno dei padri dell’Autonomia Regionale siciliana, successivamente Ministro della Marina Mercantile, dei Lavori Pubblici, dell’Industria e Commercio. Uomo politico eccezionale che però nulla poté contro Scelba e Sturzo per fare elevare Gela a provincia, fu a causa di questo che inserì nello Statuto della Regione Sicilia l’articolo 15:

  1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione Sicilia. 
  2. L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
  3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.

Dopo l’Onorevole Aldisio, l’Avvocato Aldo Clementino Sindaco di Gela nel 1986, decide di rispolverare l’argomento provincia, spinto dall’aumento demografico della città, decide di consultare i comuni del comprensorio, alla fine per diverse complicanze abbandonò la sfida.
L’ultimo tentativo di promuovere Gela a capoluogo di provincia fu fatto nel 1996, dal Comitato per la Provincia del Golfo presieduto dall’Ingegnere Renato Mauro.
Dieci anni dopo il nascente comitato “Progetto Provincia” vuole intraprendere quella che per questo territorio rappresenta “la madre di tutte le battaglie”: l’indipendenza fisica, politica ed economica, ovvero la creazione della decima provincia.
Il caso Gela è un caso unico in Italia, ovvero è l’unica città che supera il proprio capoluogo di ben 12.000 abitanti (Gela 72.444 abitanti Caltanissetta 60688 abitanti), se poi si aggiunge che dista 84 KM dal capoluogo e che è la sesta città della Sicilia (Palermo 652.640 ab., Catania 306.404 ab., Messina 236.621 ab., Siracusa 121.004 ab., Marsala 77.013 ab.), la 66°  su 8.102 comuni in Italia, più grande di 46 capoluoghi di provincia, e di 4 capoluoghi di Regione², e che ha possibilità di sviluppo uniche in Sicilia insieme al circondario, grazie alla sua posizione geografica: al centro del Mediterraneo; al centro della direttrice New York-Bombay; al centro della costa meridionale della Sicilia oltre ad essere il più grosso centro di tale costa; al centro dell’omonimo golfo con alle spalle la seconda piana della Sicilia (Piana di Gela). Solo allora ci si rende conto delle potenzialità di Gela, tali, se provincia e con opportune infrastrutture, da competere con le città regionali e sub-regionali³ (Palermo, Catania e Messina).

Le possibilità di sviluppo di una nuova provincia si moltiplicano se a tutto ciò si aggiunge l’abbattimento delle frontiere nel Mediterraneo nel 2011, che renderebbero questa nuova provincia al centro dei traffici mediterranei creando quindi, grandi possibilità di sviluppo e crescita dell’intero territorio provinciale.

Gela vanta inoltre, un comprensorio che attualmente gravita su cinque province: Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa. Comprensorio il più delle volte umiliato dalla gestione di tali province che non riescono né vogliono valorizzarlo. Comprensorio che ha Gela come punto di riferimento economico e di servizi, e con questa condividono da secoli tradizioni ed identità culturali.

I comuni del comprensorio di Gela sono:

Comune
Abitanti Superficie Distanza Provincia Aderito '96
Gela
72.444 277,37 0 CL SI
Butera
5.351
297,04
12
CL
SI
Mazzarino
12.421
293,96
24
CL
SI
Niscemi
27.564
96,54
17
CL
SI
Riesi
11.546
66,67
27
CL
SI
Sommatino
7.876
34,68
35
CL
NO
Aidone
6.057
209,86
42
EN
NO
Barrafranca
13.157
53,64
32
EN
NO
Piazza Armerina
21.040
303,04
36
EN
SI
Campobello di Licata
11.047
80,90
33
AG
NO
Lampedusa e Linosa
5.741
25,48
228
AG
NO
Licata
34.942
178,91
27
AG
SI
Ravanusa
13.618
49,58
32
AG
NO
Mirabella Imbaccari
6.294
15,35
34
CT
NO
San Cono
2.959
6,56
26
CT
NO
San Michele di Ganz.
4.753
25,59
30
CT
NO
Mazzarrone
3.688
33,47
35
CT
NO
Vittoria
54.320
181,34
31
RG
NO
Comiso
28.389
64,93
36
RG
NO
Acate
7.980
101,41
24
RG
NO
Comprensorio che
Ha aderito nel ’96
183.308
1.513,53
0
GL
SI
Comprensorio
Totale  SI-NO
349.177
2.396,52
0
GL
SI-NO

Il modello di riferimento della nuova provincia è quello già consolidato nelle più importanti province d’Italia, dove il centro di riferimento coordina segue ed aiuta i vari centri nella crescita economica e sociale, seguendo le naturali vocazioni degli stessi, non lasciando comunque intentate altre possibili vie di sviluppo (agricola, commerciale, industriale, turistica, ecc.), creando una rete di rapporti, scambi e collaborazioni per contribuire ad uno sviluppo economico-sociale omogeneo.

La nuova provincia non dovrà più essere il centro della burocrazia ma decentrarsi quando più possibile creando uffici periferici in ogni comune per evitare inutili disagi ai cittadini.
La sede di riferimento sarà la città di Gela, con un palazzo di rappresentanza  nel centro storico (auspicabile il “Convitto Pignatelli”), e tutti gli uffici provinciali dislocati nella contrada “Ponte Olivo”, in modo tale di rendere ancora più agevole l’accesso a tali uffici risparmiando a tutti il traffico urbano.

Detto ciò, è auspicabile sostenere lo slogan: “Nuova Provincia nuovo sviluppo”.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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